Come funziona la comunicazione?


Tempo fa, avevo consigliato il libro "Credimi sono un bugiardo", sul back stage dell'informazione online. Vorrei riprenderne i concetti principali nello schema in foto, dedicandoci qualche riga in più.

La caratteristica dei media tradizionali è che un tizio decide cosa raccontare e chi riceve la comunicazione non può rispondere. La nostra testa, quindi, dà per scontato che "lo dicono in tv, è vero" e che qualcuno ha verificato.

Nel web, invece, tutti possono postare. Che figo: non subiamo più! Ma Ieri ho consigliato un libro sul back stage dell'informazione online. Ho voluto, però, riassumere i concetti principali nello schema sotto, dedicandoci qualche riga in più.

La caratteristica dei media tradizionali è che un tizio decide cosa raccontare e chi riceve la comunicazione non può rispondere. La nostra testa, quindi, dà per scontato che "lo dicono in tv, è vero" e che qualcuno che ha verificato.

Nel web, invece, tutti possono postare. Che figo: non subiamo più! Ma è vero anche che chiunque può scrivere fake news! Il presupposto è che se una notizia non è vera, la massa può bloccarla; da qui, l'idea che se una informazione viene condivisa allora è corretta.

Il problema è che non funziona così:

  1. colpiscono di più l'attenzione e i post che parlano alla pancia

  2. più è breve un testo, più facilmente lo leggiamo (condividiamo i titoli, non gli articoli)

  3. non si verificano gli autori ne la qualità dei contenuti

  4. si da per scontato che un giornale condivida una informazione dopo averla verificata (non sempre).

Quindi, come fare?

  1. incrociamo fonti diverse

  2. valutiamo con la testa

  3. non condividiamo/commentiamo se non conosciamo o se vogliamo "criticare" (diamo visibilità e quindi autorevolezza!)

E manteniamo sempre la calma!

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